giugno 22, 2009

Magia


Descrivere cosa sia la magia per un popolano o un cittadino comune è qualcosa ben al di fuori delle loro possibilità. Per molti sono solo superstizioni o “mirabolanti trucchi da ciarlatani”.

In realtà la magia esiste e Doramarth ne è pregna sin dalla sua creazione.

Le storie raccontano che ogni volta in cui gli dei lasciavano la traccia concreta della loro presenza, creando i sei globi che poi si fonderanno insieme creando Doramarth, nascevano dei venti.

Questi venti, da allora, si alimentano dal loro Paracelso o Sorgente che proviene dal livello elementale di quella sfera; ad esempio la magia del fuoco proviene dal Paracelso del livello elementale del fuoco.

L’unione dei sei Paracelsi diede vita all’Ultimo o Universale. Questo livello è il più comune e facile da apprendere in quanto è quello più “vicino” al piano materiale ma la sua energia è limitata.

Esistono donne e uomini che han dedicato la loro vita a capire i segreti indistricabili di questo mondo così lontano a molti. Studiosi, astronomi, matematici, profeti, medici, alchimisti, han provato a decifrare tutto ciò.

Innanzitutto esiste una differenza sostanziale tra la Pratica Arcana, la Magia Divina e la Magia Druidica. La Magia Arcana o Pratiche Arcane o Occulta filosofia, in elfico Saḥr, attinge, come già è stato detto, dalle sorgenti dei livelli elementali; la Magia Divina deriva dal contatto diretto del fedele con il proprio dio senza passare per i Paracelsi ma esprimendosi con l’idioma del proprio dio mentre i druidi e gli sciamani utilizzano il contatto materiale tra loro e la natura.

L’Occulta filosofia a questo punto è divisa a seconda se ci si rivolge ad energie positive o negative. Ogni Paracelso ha in se entrambe le energie ma l’incanalatore o mago, ha la possibilità di scinderle ma bisogna anche dividerle dagli altri livelli elementali che giungono all’incantatore come un unico vento.

Per poterlo fare esiste solo un modo: la lingua originale, ossia la lingua intrinseca del mondo. Lo studio di questi nomi è lenta e difficile, molti maghi sono morti invano cercando il nome che sprigionasse un potere particolare o più forte degli altri. Ogni mago, nello scorrere degli anni a studiare, impara e scopre diversi nomi della lingua originale e molti praticanti difficilmente diranno quali sono. Proprio per questo tanti maghi si odiano reciprocamente. Sicuramente i maggiori esperti di magia arcana sono gli elfi grigi che abbandonarono la corte degli elfi silvani per studiare le aurore che si pensa siano la manifestazione della magia e dei loro venti.

Esistono diverse forme di magia:

· Gli incantesimi agiscono con l’utilizzo di oggetti, frasi o formule magiche e gesti.

· Le rune: tramite l’incisione di particolari rune si può infondere nel soggetto particolari magie

· I riti che sono pratiche magiche di una durata superiore a quello di un incantesimo che richiedono l’utilizzo di una grande quantità di mana dal Paracelso.

Il processo per il controllo degli elementi non è facile.

Un grande praticante scrisse su un vecchio testo:

“La prima regola è il sacrificio.

A noi maghi non spetta il controllo assoluto del mondo. Ognuno deve scegliere con cura il proprio sentiero perché una volta imboccato non si potrà tornare indietro. Chi avrà l’ardore nel cuore saprà sapientemente controllare il fuoco in ogni sua forma ma per nessun motivo egli riuscirà a manipolare i liquidi, così come un seguace della luce fallirà nella magia vietata...”

Le sfere sono sei. E ogni sfera elimina la possibilità futura di studiarne alcune:

  • la sfera del fuoco impedisce lo studio dell’acqua e viceversa;
  • lo studio della terra impedisce quella dell’aria e viceversa;
  • lo studio della sfera della luce vieta quello delle tenebre e viceversa.

A questa si aggiunge la sfera Universale o Comune che è la base da cui molti maghi incominciano i loro studi.

A questo aspetto del mondo si avvicina anche un ramo dell’alchimia, la scienza che studia la combinazione di una o più sostanze per creare qualcosa di nuovo. Generalmente con l’alchimia si preparano veleni o antidoti ma alcuni tra i più folli hanno cercato di superare il limite naturale delle cose per arrivare a nuovi orizzonti.

Questo ramo chiamato Minal, dall’elfico oltre, si prefigge due obiettivi: il primo è quello di trovare il rimedio ad ogni tipo di malattia, il secondo è quello di tramutare qualunque sostanza in oro.

Alcuni narrano che nel Dregherr ci siano nani che studiano l’alchimia per animare la pietra, ma sono solo voci.

Molti studiosi hanno lasciato tomi e appunti delle loro ricerche; di questi libri tantissimi sono nascosti altri persi molti considerati proibiti e taluni si perdono nella leggenda, nel mito e nella storia.

Tra i tanti scritti di alcuni si conoscono i titoli.

Libro del codice dell’Occultae Filosofia: in questo libro vi sono gli appunti di un grande Mago che trascrisse quello che si dissero alcuni dei più importi maghi della sua era formulando così l’etica di ogni mago.

Obscuro e tenebroso: all’interno di questo tomo sono scritte le osservazioni di molti studiosi sulla capacità dell’uomo a estrarre il male all’interno del paracelso e di come questo cambi l’animo umano. Per molti è al limite di un libro di teologia ma tanti maghi fanno studiare questo libro ai loro allievi.

La Sahr: è l’unico, da quel poco che si conosce sugli elfi, che parla di magia arcana. Da quel che si è dedotto (il libro pare non esser mai stato avvistato in territori umani ma solo in quelli elfici) il libro narra di molte magie di natura elfica. Il libro fu scritto dal quarto successore di Erindol, Geriniel detto Il Lungimirante.

Inni Paracelsi: questi inni sono i vari codici etici che ogni mago deve rispettare per tutta la vita. Molti li infrangono senza rimorsi, tanti altri rimangono così fedeli a questi da essere chiamati Sorvegliante dell’Inno.

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